Tecnologie 3D: ricostruito il volto di una donna vissuta nel Mesolitico

0
84
alt=

Spesso gli amanti di storia ( e non solo) si chiedono quale fosse il vero volto dei nostri avi. Anche delle figure storiche di spicco, come Alessandro Magno, Giulio Cesare, Cleopatra, ecc. Certamente, busti di marmo, statue, quadri, ci hanno aiutato a dare un’immagine a queste storiche figure. Tuttavia, non sarebbe affascinante scoprire come erano fatti realmente i loro volti? In altri termini, conoscere ogni singolo lineamento di personaggi che hanno fatto la storia del mondo antico. 

Oggigiorno, la tecnologia compie sempre di più passi in avanti. Di recente, un team di scienziati ha ricostruito il volto di Avgi: una giovane donna vissuta in Tessaglia (provincia dell’antica Grecia), circa 9000 anni fa, più o meno verso la fine del Mesolitico. 

Avgi, il quale nome in greco significa “Alba”. La scelta del nome è in virtù del fatto che questa ragazza visse durante l’alba dei tempi, quando le prime società erano basate esclusivamente sull’ allevamento e l’agricoltura. Era una ragazza che aveva tra i 18 e 25 anni. La sua statura era di circa 157 cm. Particolare era anche un evidente fossetta sul suo mento.

La storia di Avgi inizia nel 1993, quando un team di archeologici ritrovò il suo scheletro all’interno della grotta di Theopetra (Grecia centrale).

Ricreare la faccia di Avgi non è stata una passeggiata. Per riprodurre il suo aspetto sono stati necessari un ortopedico, un patologo, un neurologo, un endocrinologo  e un radiologo, coordinati dall'ortodontista Manolis Papagrigorakis.

Oscar Nilsson, archeologo svedese e scultore specializzato in ricostruzioni, ha lavorato con i dottori: hanno eseguito una tac del cranio di Avgi e stampato una replica 3D, dopo la quale è iniziata la ricostruzione. Lentamente la ragazza ha recuperato le antiche sembianze. Lo stesso team che ha deciso di “restituire” un viso ad Avgi, è anche riuscito a determinarne la probabile causa del suo decesso. A quanto pare, Avgi soffriva di un forte disturbo a una gamba, che si aggravò con il passare del tempo e ne determinò il decesso.

 Autore: Romain Iovinelli