I giovani della nostra generazione non sono più innamorati della bellezza, non guardano a nulla in modo poetico. Il che è ambiguo se consideriamo che viviamo nell’epoca più ricca di sfide nella storia dell’umanità: sfide ambientali, sociali, politiche, economiche, tecnologiche, scientifiche e umane. Considerando le problematiche odierne ci rendiamo conto che la società che ci aspetta potrebbe essere ben peggiore di quanto non lo sia oggi. Nonostante ciò, spesso preferiamo farci sottomettere dalla sedentarietà e dalla passività.

I giovani di oggi non sono in grado di trovare gli stimoli culturali, sociali e passionali che dovrebbero segnare un’epoca come la presente. D’altronde se non siamo più poetici siamo sicuramente molto disillusi.

Dal punto di vista morale, la coscienza del singolo non vive una condizione di ingenuità; siamo ben consapevoli delle sfide della nostra società, non ci vogliamo accontentare di diventare dei semplici fattori tecnici, degli elementi meccanici da inserire nel mondo del lavoro. Quindi, perché nonostante ciò, “subiamo” la realtà?

Prevalentemente perché per le nuove generazioni l’educazione sul ruolo del singolo all’interno della collettività quando presente, non è stata efficace. Il vero tema, oggi, è stimolare i giovani affinché essi siano in grado di rispondere concretamente alle sfide di oggi e di domani.

Si deve partire dall’Istruzione.  Uno Stato che non stimola le nuove generazioni non crede nel proprio popolo. È con una buona cultura di base che si può instillare in ogni individuo il desiderio di migliorare la propria condizione, la propria vita, la propria famiglia e così la società. Se invece l’istruzione, da quella elementare fino alla superiore, non avanza di livello ma regredisce, e le forze politiche non si fanno portatrici di messaggi sociali progressisti, non solo non avremo mai un miglioramento sociale, ma ci trascineremo verso un appiattimento intellettuale incapace di offrire possibilità di cambiamento. Se governi e forze politiche non fossero in grado di sensibilizzare la comunità che rappresentano, il rischio sarebbe quello di incorrere in una generale stagnazione, in quanto sistemi non propensi ad innovarsi e in linea con le sfide del nostro tempo contribuirebbero alla crescita di giovani spaesati e non all’altezza di affrontare la complessità del mondo che li circonda. L’Italia è l’esempio lampante di quest’eventualità.

Per questo motivo allora è giusto prendere atto della presenza di un dislivello culturale, che mentre viene subito dai più, è invece affrontato da altri. Realtà come le Associazioni Studenteschesi propongono di offrire un’alternativa in cui il miglioramento personale ha un ruolo centrale tanto quanto l’approfondimento culturale. Le Associazioni Studentesche mirano ad ad innovare quindi la vita universitaria ponendosi indirettamente in netto contrasto contro chi invece è artefice della stagnazione sociale e culturale del paese. Purtroppo, però, alcune di queste associazioni sono spesso legate alle stesse forze politiche colpevoli di questo immobilismo. È necessario quindi ripartire dai giovani universitari, lavorando per far si che possano diventare protagonisti del cambiamento.

Il più importante traguardo per i giovani dovrebbe essere sì il raggiungere l’Università con una corretta ed approfondita formazione di base, ma diventerebbe poi essenziale giungere ad un livello ancora superiore: vivere la vita accademica senza esserne limitati. Nelle Università serve sviluppare uno spirito critico e pratico con un’istruzione che abbia una didattica adeguatamente interattiva, che non si fermi all’esclusivo aspetto teorico.

Una formazione a 360 gradi, che possa creare individui non solo acculturati, ma anche competenti e capaci fin da subito di approcciare al mondo del lavoro con una propria libertà professionale. Sicuramente è complicato renderlo possibile, ma è per questo che delle realtà studentesche portano una tale proposta agli studenti, facendosi loro stessi portavoce di un nuovo modo di vivere l’università, tramite il confronto reciproco e con le istituzioni accademiche. L’obiettivo è creare una community sensibile e capace di sensibilizzare i loro coetanei al miglioramento soggettivo prima, per un miglioramento sociale poi.

All’Università di Roma “Tor Vergata”, un’Associazione Studentesca che propone un modello sociale agli studenti con cui e per cui si spende, definendo una propria identità e distinguendosi dalle classiche realtà di partito e dei collettivi militanti, è UnInFormazione. Che ha lo scopo di contribuire al miglioramento didattico, insieme a studenti proattivi capaci di innovare, che mettano passione in tutto ciò che fanno e a cui aspirano. Solo così si riescono a trasmettere le proprie idee e si riesce a migliorare sé stessi, per migliorare una l’intera società.

Partendo dal basso.

D’altro canto, nelle passioni personali, di qualsiasi natura esse siano, c’è sempre del poetico.

Dal Direttivo di UnInFormazione.