Vi abbiamo accennato delle agevolazioni concesse agli studenti universitari a partire dall' a.a. 2020/2021 qui, riferendoci in modo particolare alla nostra Università. Perciò, non possiamo non far riferimento al Decreto Rilancio per contestualizzare il tutto e fare chiarezza sul tema fondi universitari!

L'Università nel Decreto Rilancio

Il cosiddetto "Decreto Rilancio" (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34), convertito in legge il 17 luglio 2020, concerne le misure straordinarie in materia di economia, lavoro e politiche sociali, da adottarsi a seguito dell'emergenza Covid-19. Le misure più importanti sull'università sono contenute nell'articolo 236:

Commi 1-2

Per far fronte alle esigenze straordinarie degli studenti legate allo stato d'emergenza, è stato istituito il Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell'Università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca, con una dotazione di 50 milioni di euro, incrementata ulteriormente , per l'anno 2020, da una somma di 62 milioni di euro, ripartito tra le differenti istituzioni universitarie secondo il seguente schema:

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Comma 3

Il Fondo di finanziamento ordinario delle università è il contributo finanziario che le università ricevono dallo stato. Nell’arco degli ultimi anni ha previsto un ammontare totale di circa 8 miliardi, che a seconda degli anni (e delle legislature) andava a diminuire o ad aumentare.

Questo fondo a seguito dell’emergenza Covid ha subito un incremento di 165 milioni di euro. La ripartizione dei fondi non è disciplinata dal decreto-legge, ma si è rimandata la decisione al Ministero dell’Università e della Ricerca che, in collaborazione con la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha stabilito che:

  • per le famiglie con ISEE non superiore a 20.000 sia previsto l’esonero totale dai contributi universitari.
  • Per le famiglie con ISEE tra 20000 e 30000 la riduzione sia disciplinata nel seguente modo:
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Inoltre, si è deciso di prevedere interventi di esonero autonomi, stabiliti quindi dai singoli atenei sulla base della propria situazione. Fa parte di queste decisioni autonome, l’innalzamento della fascia di esonero totale a 26000 euro, stabilita da Tor Vergata qualche settimana fa.

Oltre ciò, sarà a discrezione dell’Ateneo, stabilire delle categorie specifiche per cui prevedere delle agevolazioni, fermo restando che studenti con situazioni finanziarie più difficili, avranno la priorità.

Come si dividono i fondi:

I 165 milioni di euro sono ripartiti tra le università sulla base di diversi fattori. Vediamoli brevemente:

  • 50 milioni sono destinati a coprire le spese aggiuntive, derivanti dalla riduzione dei contributi studenteschi per conseguenza dell’esonero totale dal pagamento delle tasse per quegli studenti aventi un ISEE inferiore ai 20000 euro.
  • 65 milioni vanno invece a coprire il mancato gettito derivante dai contributi degli studenti aventi l’ISEE tra i 20000 e i 30000 euro.
  • I restanti 50 milioni vanno ad essere impiegati per coprire le spese derivante dalle iniziative decise dai singoli atenei (come l’esonero previsto da Tor Vergata).

A seconda della composizione studentesca delle singole università e dei relativi ISEE, queste avranno modo di usufruire del fondo in misura maggiore o minore.

Comma 4

Si dispongono fondi straordinari, 40 milioni di euro, in favore degli interventi per il Diritto allo Studio Universitario, consentendone l’estensione prioritaria agli studenti che, in conseguenza delle difficoltà poste dall’emergenza Covid-19, abbiano raggiunto il merito nell’a.a. 2019-2020. In secondo luogo, soddisfatti gli idonei, tale incremento mira a sostenere coloro che non siano riusciti ad acquisire i requisiti di merito richiesti dai bandi regionali alla data del 10 agosto 2020.

Di conseguenza, le regioni hanno adottato, di concerto, due soluzioni:

  • Il bando unico: al suo interno prevede due linee, A e B, la prima rivolta agli idonei e la seconda a chi non ha raggiunto i CFU sufficienti, ai quali sono concessi 5 punti di bonus straordinari, cumulabili al bonus standard previsto dal bando.
  • Due bandi (Bando DSU + Bando Covid): i due bandi sono divisi ma valgono le stesse modalità menzionate in precedenza.

In entrambi i casi, è necessario soddisfare i requisiti di reddito previsti dal bando standard. Nel caso specifico, DiSCo Lazio ha optato per la seconda opzione. Si ricorda, inoltre, che le matricole dell'a.a. 2019/2020, intenzionate ad iscriversi al secondo anno, sono tenute a restituire l'importo della prima rata della borsa di studio percepita per il primo anno qualora non conseguano i requisiti di merito richiesti entro il 30 novembre 2020.

Commi 5-6-7-8

I dottorandi titolari di borse di studio che terminano il percorso di dottorato nell’anno accademico 2019/2020, possono presentare richiesta
di proroga, non superiore a due mesi, del termine finale del corso, con erogazione della borsa di studio per il periodo corrispondente. Per il 2020, il termine previsto è posticipato al 30 novembre.

Il Fondo di finanziamento ordinario è incrementato di 15 milioni di euro per l’anno 2020. La durata degli assegni di ricerca, in essere alla data del 9 marzo 2020, può essere prorogata per il periodo di tempo corrispondente alla eventuale sospensione dell’attività di ricerca a causa dell'emergenza Covid-19.

Misure per l'attività di ricerca nel Decreto Rilancio

L'articolo 238 fornisce i dettagli sui provvedimenti attuati per favorire la ricerca e l'accesso ad essa da parte dei giovani. Per questo motivo sono stati disposti ulteriori incrementi per il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca e il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica.

Fonti