“Au pair”, l’opportunità di scambi interculturali

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Cosa significa au pair? Letteralmente si parla di giovani alla pari, ovvero della possibilità, per i ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, di viaggiare gratuitamente e di godere di tutti i benefici di uno scambio culturale reciproco grazie al collocamento presso famiglie ospitanti.

Il meccanismo è semplicissimo. Vi sono, infatti, dei portali ufficiali in cui le famiglie possono registrarsi impegnandosi al rispetto dei principi fondamentali del collocamento alla pari e fornendo la possibilità di soggiornare presso le proprie case ricevendo, per controprestazione, un aiuto nelle faccende di casa o nella cura dei bambini della famiglia. In questo modo viene garantito un darsi a vicenda che fornisce non solo l’opportunità di imparare la lingua del paese di destinazione, ma anche quello di arricchirsi di esperienze personali date dall’atmosfera di usi, costumi e tradizioni  differenti dai propri. Affinché l’esperimento possa avere successo è necessario  che da entrambe le parti vengano rispettate le condizioni generali di contratto che sono alla base del soggiorno alla pari.

Per ciò che concerne gli “au pair”, questi devono essere ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni, seppure la forbice di età sia variabile di paese in paese, non sposati e senza figli, i quali si impegnano, in un’ottica di scambio culturale, a risiedere per un precisato periodo di tempo presso una famiglia ospitante all’estero, fornendo ausilio nella cura dei bambini e nello svolgimento di qualche piccola faccenda domestica. La famiglia ospitante, dal canto suo, dovrà includere almeno un figlio di età inferiore ai 17 anni che viva stabilmente presso l’abitazione, nonché rispettare gli orari di lavoro stabiliti dalle autorità competenti. Di consueto, infatti, un ragazzo alla pari non può essere impiegato per più di 30 ore settimanali, ad eccezione degli Usa dove il monte ore è aumentato sino a 45 settimanali. Di contro, il ragazzo avrà diritto ad un ambiente privato che rispetti i requisiti minimi previsti come anche al vitto gratuito e ad una piccola ricompensa con cui sarà possibile affrontare eventuali spese tra cui il corso di lingua, il quale, in alcuni paesi, è obbligatoriamente sovvenzionato dalla famiglia ospitante, e le spese di abbonamento per i trasporti pubblici.

Tutti gli aspetti sopra elencati che caratterizzano il rapporto tra l’au pair e la famiglia ospitante dovranno essere inseriti all’interno di un contratto standard con cui entrambe le parti vengono tutelate, il quale potrà essere risolto anticipatamente seppur nel rispetto di due settimane di preavviso per non arrecare danni alla controparte contrattuale.

Per approfondimenti: https://www.aupairworld.com/it/tos/au_pair_regulations

https://www.ripetizionicorsi.it/