(Articolo di Simone D'Ercole)

Siddartha di Herman Hesse, pagine ca 198.
Genere: romanzo di formazione

  • Cercate un libro riflessivo?
  • Una lettura breve ma intensa?
  • Una storia che lasci il segno?

Allora Siddartha è il libro che fa per voi.

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Herman Hesse, premio Nobel per la letteratura, in questo romanzo raggiunge la sua massima espressione.

Un libro che deve essere letto almeno tre volte nella vita: da bambino, da giovane e da adulto. Un libro unico quanto essenziale.

Si appresta ad essere uno dei romanzi più riflessivi che sia mai stato scritto. Un romanzo che pervade e scuote l’anima.

La storia prende luogo in India, dove la cultura dell’analisi introspettiva è massimale. Lo scrittore Hesse questo lo sa bene, ebbe diversi contatti diretti con il mondo orientale e con le filosofie buddista e induista. Siddharta, il protagonista, affronta quello che si può chiamare un ciclo della rinascita. Durante la sua vita sperimenta la povertà, la ricchezza, la fame, la lussuria ogni volta morendo e rinascendo secondo una propria volontà di ricerca.
Incontrerà lungo il suo percorso delle persone sante, che lui stesso riconoscerà come tali. Esse si pongono in relazione con il mondo attraverso il riconoscimento del loro “io” che li rende unici . Il Buddha, mediante la sua semplice postura naturale, il barcaiolo nella capacità di ascoltare il suo amato fiume. Siddartha è unico in quanto la costante ricerca di sé gli consente di apprezzare e amare ogni altro “io”. Siddartha stesso è un santo, questo lo sapevano già tutti i suoi amici e i suoi educatori. Ma lui ne era a conoscenza?

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A voi la parola!
Avete letto questo libro? Cosa ne pensate?

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