E' scomparso in mattinata nell'Ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da qualche giorno per problemi respiratori, uno dei più importanti e famosi artisti italiani dei tempi moderni. Dario Fo, all'età di 90 anni era ancora attivissimo e proprio recentemente aveva presentato "Darwin", il suo ultimo libro dedicato alla teoria evoluzionistica. Premio Nobel alla Letteratura nel '97, artista tanto amato quanto discusso per il suo impegno politico e civico sempre legato alla sua arte. Di lui ricorderemo capolavori assoluti come "Mistero Buffo", "Il Dito nell'Occhio", la sua maestria nel grammelot ma sopratutto la grande rivoluzione che apportò nella forma satirica.

 

(la satira) "È un aspetto libero, assoluto, del teatro. Cioè quando si sente dire, per esempio, "è meglio mettere delle regole, delle forme limitative a certe battute, a certe situazioni", allora mi ricordo una battuta di un grandissimo uomo di teatro il quale diceva: "Prima regola: nella satira non ci sono regole". E questo penso sia fondamentale. Per di più ti diro' che la satira è un'espressione che è nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente."

"Il nostro teatro, dunque a differenza di quello di Pirandello o di Cecov, non è un teatro borghese, un teatro di personaggi che si raccontano le proprie storie, i propri umori, che poi sono le chiavi di conflitto meccaniche. Ci siamo sempre preoccupati di riprendere, invece, un'altra chiave, la chiave della situazione.

"Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono: tu sei un attore che fa l'autore. Gli attori dicono: tu sei un autore che fa l'attore. Nessuno mi vuole nella sua categoria. Mi tollerano solo gli scenografi. "

"Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono: tu sei un attore che fa l'autore. Gli attori dicono: tu sei un autore che fa l'attore. Nessuno mi vuole nella sua categoria. Mi tollerano solo gli scenografi. "

"Io credo nella logica. Ma una volta di là, spero di essere sorpreso".

Fa buon viaggio, eterno giullare...