Programma Horizon 2020: di cosa si tratta?

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La Commissione Europea ha annunciato che per il Programma Horizon 2020 (che finanzia la ricerca e innovazione nella Ue), per il triennio 2018-2020, è previsto un budget di 30 miliardi di euro, buona parte dei quali sarà destinata ad azioni per la lotta al cambiamento climatico e per una energia sicura, pulita ed efficiente.

Alla sostenibilità industriale il programma ha destinato per il prossimo anno 211 milioni di euro. Sono nove gli inviti aperti (su un totale di diciannove) destinati a Pmi e università europee. Le scadenze sono fissate per il 23 gennaio e il 22 febbraio prossimo. I finanziamenti rivolti alle Pmi sono quelli che sostengono azioni innovative e coprono il 70% dei costi ammissibili. Invece le università possono presentare progetti di ricerca e innovazione e in questo caso ottenere un finanziamento pari al 100% dei costi.

Quattro i filoni tematici del programma:

  • il primo riguarda lo sviluppo di processi di sostenibilità industriale. L’obiettivo è quello di rafforzare ulteriormente la leadership globale dell’industria europea attraverso tecnologie innovative ed ecocompatibili, ridurre al minimo il consumo di risorse energetiche e di rifiuti e combattere il cambiamento climatico. I tipi di industrie a cui si rivolge questa azione sono in particolare quelle che hanno un impatto con l’ambiente, ossia le industrie della ceramica, quelle che trattano prodotti chimici, minerali, metalli non ferrosi, acciaio. Questi settori industriali sono caratterizzati da un’alta dipendenza dall’energia nelle loro tecnologie di produzione e trasformazione. Verranno finanziati quindi progetti presentati dalle imprese in grado di ridurre al massimo questa dipendenza;
  • otterranno sostegno – in secondo luogo – i progetti che puntano a catalizzare l’economia circolare, ossia procedere alla sostituzione progressiva dei prodotti derivati da combustibili fossili per “decarbonizzare” i processi industriali;
  • produrre energia pulita tramite materiali innovativi e studiare specifiche tecnologie di produzione di energia, nonché soluzioni di stoccaggio energetico, basate su materiali avanzati e nanotecnologie, in linea con la comunicazione della Commissione Europea sull’accelerazione dell’innovazione energetica pulita. Questo il terzo ambito che verrà finanziato;
  • e per finire il settore delle costruzioni, che ha un impatto cruciale sul consumo di energia e sulle emissioni di carbonio nell’Unione Europea. L’obiettivo è decarbonizzare il parco immobiliare dell’Ue entro il 2050: dagli edifici a energia quasi zero ai distretti a energia positiva.

Horizon 2020 si è arricchito di un nuovo invito che vale 514 milioni per il sostegno alla ricerca e all’innovazione nell’ambito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict). La call, che sarà aperta fino al 17 aprile 2018, e che è rivolta a imprese e centri di ricerca, è strutturata in 22 tematiche che puntano ad affrontare le sfide della leadership industriale e tecnologica nell’ambito delle Ict. Possono essere presentati progetti per quanto riguarda le nuove tecnologie di elettronica portatile: internet del futuro; tecnologie interattive di intelligenza artificiale; Internet delle cose; tecnologie di contenuto e gestione dell’informazione; tecnologie abilitanti fondamentali relative alla fotonica; tecnologie 5G; big data e piattaforme wireless avanzate.

Per ottenere i finanziamenti è fondamentale rispettare una serie di regole: prima di tutto possono partecipare le persone giuridiche (imprese, piccole o grandi, enti di ricerca, università, Ong) situate in almeno tre diversi paesi dell’Ue. I finanziamenti si basano – salvo sporadiche eccezioni – sul requisito della transnazionalità, ossia un progetto deve avere per obiettivo lo scambio di esperienze, il trasferimento di buone prassi da un’organizzazione all’altra, oppure la cooperazione nella progettazione e nell’attuazione di azioni.

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