Ritornano le TorverPills con una puntata interamente dedicata all’attuale situazione in Medio Oriente, in particolare ai rapporti tra Stati Uniti ed Iran, ogni giorno più compromessi. Questa Pill si dividerà in due puntate. Nella prima andremo a spiegare a grandissime linee la situazione, nella seconda affronteremo invece gli sviluppi più recenti. Buona lettura!
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USA ed Iran: le origini

Per capirci qualcosa sui rapporti diplomatici tra Stati Uniti ed Iran si dovrebbe tornare al 1979 (se non a prima), anno della rivoluzione in Iran che depose lo scià Mohammad Reza Pahlavi vicino all’Occidente e all’amministrazione Kennedy, per far posto alla Repubblica Islamica di Ruhollah Khomeini, basata sulla velayat-e-faqih (tradotto, governo del giureconsulto). La velayat-e-faqih riconosce il ruolo di guida del giurista islamico sulla comunità di credenti, ed ancora oggi è alla base della costituzione approvata nel ‘79 in Iran.

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Scatto risalente alla Rivoluzione Iraniana (1979)

A seguito della rivoluzione, in Iran si è venuta a creare una struttura governativa peculiare, che vede organi dominati da figure religiose con a capo la Guida Suprema, affiancati ad istituzioni democratiche elettive, come il presidente della Repubblica e il Parlamento nazionale. Nel '79 venne a formarsi anche la Guardia Rivoluzionaria (in persiano, Pasdaran), un corpo militare, distinto dall’esercito iraniano, più volte finito sotto i riflettori per esser stato protagonista di episodi salienti della storia Iraniana degli ultimi 40 anni.

La Guardia Rivoluzionaria

La Guardia Rivoluzionaria fu fortemente voluta da Khomeini, il quale poco si fidava delle forze armate Iraniane, fino a quel momento sotto la guida dello scià. Ad oggi, sotto la Guida Suprema Khamenei, la Guardia Rivoluzionaria ha acquisito una forte influenza politica ed economica. È incaricata di molte operazioni all’estero come il conflitto con l’Iraq nel 1980 o l’assistenza a Bashar Al Assad durante la guerra civile siriana, ed è presente in tutti i principali settori economici del paese. 

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La Guardia Rivoluzionaria Iraniana

Nel corso degli ultimi anni, la presenza dei Pasdaran all’interno dei principali settori economici del paese, è stato il principale impedimento al commercio con i paesi occidentali. Investire in settori controllati dalla Guardia Rivoluzionaria rischia infatti di far divenire le aziende europee bersaglio delle sanzioni internazionali. Uno degli elementi di spicco della Guardia Rivoluzionaria era Quassem Suleimani, capo di unità d’élite dei Pasdaran e ufficiale dell’intelligence iraniana, ucciso nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2020 da un drone statunitense nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, capitale irachena.

Chi era Qassem Suleimani

Il generale Suleimani era un personaggio mite, riservato e probabilmente uno degli uomini più potenti del Medioriente. Ufficiale di spicco della Guardia Rivoluzionaria Iraniana, pezzo grosso dell’intelligence, ha avuto un ruolo in qualsiasi teatro bellico iraniano degli ultimi 30 anni. Negli anni ’80 si fece un nome fornendo assistenza ai ribelli sciiti afgani contro i talebani, coordinandoli e addestrandoli. Nel ’98 divenne capo di un’unità speciale dei Pasdaran, le milizie “Quds” da trent’anni una delle forze politiche, militari e d’intelligence più rilevanti del paese e della regione. Ai suoi membri sono state attribuite operazioni ed attentati in tutto il mondo ed è considerata la struttura d’Intelligence più funzionale ed articolata del Medioriente.

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Il generale Qassem Suleimani

Suleimani era un uomo dal potere immenso. Era considerato una via di mezzo tra un capo delle forze speciali e un ministro degli Esteri. Richard Clarke, agente dell’antiterrorismo statunitense, lo descriveva come una sorta di genio del male: “Un individuo che riesce ad essere allo stesso tempo ovunque e da nessuna parte. […] Il più potente agente operativo del Medio Oriente”. Membro dei Pasdaran sin dalla loro creazione, il generale era alle dirette dipendenze della Guida Suprema Khamenei che lo definiva un “Martire vivente della rivoluzione”

Queste sono alcune delle informazioni fondamentali per capire che cosa sta succedendo in Medio Oriente in queste ore. A domani con la seconda parte!