Chiude l'Ex Dogana.

L'Ex Dogana come la conosciamo noi non esisterà più. Da quasi un anno il locale sta combattendo contro le proteste degli inquilini dei palazzi del quartiere, stanchi di non riuscire a dormire la notte. L'accusa è quella di inquinamento acustico. I colpevoli sono i decibel che superano la norma di legge. La notizia ci arriva direttamente dagli organizzatori e dai gestori degli spazi di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti.

Le parole degli organizzatori

"Ci siamo sempre impegnata per evitare problemi attraverso un costante lavoro che è stato apprezzato sia dai residenti che dal comitato di quartiere. Se continueremo a gestire noi questo spazio, da gennaio tutti gli eventi techno verranno spostati in un altro locale e l’Ex Dogana diventerà uno spazio sociale al servizio della cittadinanza, cercando di concentrare gli sforzi in eventi di approfondimento culturale."

Si ipotizza esserci l'apertura di un altro locale e il continuo del lavoro della famosa ditta romana ma cosa ne sarà degli edifici delle vecchie ferrovie di scalo San Lorenzo?

"Gli eventi musicali futuri che stiamo programmando saranno dedicati alla musica leggera per moderare le problematiche relative all’impatto delle frequenze basse, proprie della musica elettronica. Il protocollo siglato con i residenti e il Comitato di Quartiere - spiegano ancora gli organizzatori - vuole evitare il disturbo e cercare di condividere, insieme, questo percorso. Se la cittadinanza ha cambiato parere sull’Ex Dogana significa che abbiamo già fatto tanto, ma il bello deve ancora venire."

Futuro riutilizzo

Sulla pagina Facebook dell'Ex Dogana il 10 Dicembre è apparso un post in cui veniva chiesto ai followers quali tra le seguenti due opzioni di riqualificazione dell'area avrebbero gradito maggiormente i cittadini capitolini.

Piano A; demolire l'intera struttura e dare vita ad un campus per gli studenti delle università romane.

Piano B; mantenimento dell'edificio storico e creazione di un nuovo progetto con il comitato di quartiere San Lorenzo, per renderlo uno spazio culturale e aperto alla cittadinanza.