Ci troviamo in una società sedata, sempre più annoiata, dove si scade in continuazione nelle discussioni più banali, perdendo di vista il reale obiettivo e la reale responsabilità che ormai negli anni '20 del duemila abbiamo nei confronti, in modo più diretto di noi stessi, ma allo stesso tempo anche di chi vivrà questo pianeta dopo di noi.

Antonio Gramsci disse “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”.

George Orwell, in 1984 dipinse una società annichilita, sedata e oppressa dove creare soggetti sempre più lobotomizzati doveva diventare un mantra, uno scopo. “L’ortodossia imponeva la mancanza di autocoscienza”.

Chuck Palahniuk, in Fight Club raccontava un bisogno di evasione, uno spirito quasi nietzschiano per cui bisognava rendersi conto di quanto la società moderna fosse corrotta dal senso del nulla, che serviva distruggerla per ricostruirla, rinnovarla, “Solo dopo il disastro si può risorgere”.

Le sorelle Wachowski in Matrix descrivevano un mondo finto e fatto di illusione, anch’esso sedato, dove però c’era quella possibilità di conoscere la verità, una verità ancora più esterna e dura “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio”.

Eraclito proprio per cercare di raggiungere la propria salvezza e quella dell’umanità conseguentemente, fa una distinzione emotiva tanto quanto culturale tra chi vive nel mondo ma è comunque un dormiente e chi invece si rende conto di cosa gli sta intorno perché è sveglio, conscio di tutto. “Unico e comune il mondo per coloro che sono svegli. […] agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo di quando non sono coscienti di quel che fanno dormendo”.

Prendere coscienza o vivere passivamente?

Il punto quindi è che nell'era post ideologica ci si sta ancora concentrando su temi e scontri che in realtà hanno fatto il loro tempo, provenienti da fondamenti di pensiero di fine XX ed inizio XXI secolo. Mentre serve ora invece, avere il coraggio e la coscienza di riconoscere quanto, anche alcuni temi intrinsecamente progressisti debbano essere conciliati con altri più meritocratici e liberisti, per innovare ma soprattutto rinnovare, un paese come l’Italia che ha bisogno di abbattere quei mostri che sono le visioni retrograde, l’ostruzionismo ai giovani, l’ostinazione ad affrontare banalità sociali invece che integrare tutti e confrontarsi tra idee per raggiungere il bene comune.

Bisogna svegliarsi per vivere in una comunità stabile che tende al miglioramento individuale, essenziale per rendere migliore la società del domani, perché le generazioni attuali hanno una responsabilità importante che con lo sviluppo tecnologico e l’inquinamento sempre più in crescita non devono abbandonare e dimenticare, c'è bisogno di creare un mondo del futuro migliore per chi lo vivrà dopo di noi.

A cura di Michael Simeoni.